Casa nutrizionale dei bambini

L’Associazione ‘Muungano-Solidarité’ nata dalle comunità locali di Goma (RDC), e sostenuta dall'Associazione ‘Muungano-Solidarieté’ di Parma, da molti anni si occupa dei bambini dei rifugiati di guerra che stanziano nella periferia della città. I bambini che arrivano sono spesso allo stremo delle forze a causa della malnutrizione spesso accompagnata da complicazioni polmonari, intestinali e da malaria. Qui sono accolti da medici e personale infermieristico preparato e dopo il recupero, al rientro presso le loro famiglie, i bambini continuano a essere seguiti per un ulteriore periodo di tempo, affinché abbiano da mangiare a sufficienza e ritornino allo stato iniziale.

Con l’aiuto del “Sale della Terra” la struttura è stata ampliata e ora può ospitare più di un centinaio di bambini con le loro mamme.

Dispensario Muungano di Goma

Il dispensario si occupa di varie attività di sostegno sia per i bambini, che per la popolazione libera in genere, oltre che di quella detenuta.

Il dispensario ha come funzione principale il servizio alla popolazione, ma presenta anche un piccolo reparto maternità, che funge inoltre da consultorio prenatale. Le visite quotidiane dei medici ai molti rifugiati che affollano a centinaia di migliaia la periferia di Goma (Nord del Kivu, RDC), prevedono anche molte vaccinazioni e visite prescolari.

Poichè lo Stato non si fa carico né nel vitto né dell'assistenza sanitaria dei carcerati rinchiusi nella prigione, che si trova proprio in prossimità del centro, il dispensario è fondamentale nel sostenere i detenuti, occupandosi di fornire visite mediche, medicinali e assistenza sociale all'interno della prigione. I detenuti all’interno della struttura sono 800, invece dei 200 previsti e le risorse economiche non sono sufficienti per rifornire mensilmente fagioli e mais - alla base del vitto dei carcerati - e legna per cucinare, bastevoli per appena 10-15 giorni.

 

 

Borse di studio I.T.I.M.A.

Nella Repubblica Democratica del Congo anche le scuole pubbliche sono a pagamento, e le famiglie, in genere indigenti e con molti figli, non riescono a pagare la retta per tutti.

L’Istituto I.T.I.M.A. (Institut Technique Industriel Mahamba) a Mahamba fornisce ai ragazzi l’istruzione professionale adeguata, unica alternativa nella attuale situazione di povertà per i giovani che costituiscono circa il 50% della popolazione del paese.

Da qui la scelta prioritaria del ‘Sale della Terra’ di intervenire, contribuendo con il pagamento di borse di studio al maggior numero possibile di ragazzi e ragazze, unitariamente ai corsi di aggiornamento per gli insegnati.

L'istruzione della gioventù è la sfida più importante per un paese come la RDCongo, poichè la povertà più grande è l'ignoranza.

 

Borse di studio "dall'asilo all'università"

L’università statale in Perù è generalmente di buon livello, ma è difficilissimo potervi accedere. L’esame d’ammissione, molto caro, ha un 90% di respinti, e in ogni caso i giovani meritevoli non possono studiare senza un sostegno economico.

Vista la difficoltà di molte famiglie nell’affrontare il costo degli studi dei figli, è stato creato un progetto appositamente per la realizzazione di un fondo per l’aiuto all’educazione.

Alla missione di Lima, dove opera Padre Paolo Bargigia, gli aiuti finanziari inviati sono strutturati in vari livelli, dal materiale scolastico alle borse di studio, sia per bambini delle elementari, sia per ragazzi delle medie inferiori e delle superiori, e sia per studenti universitari. Inoltre, terminate le scuole superiori, i ragazzi hanno ora la possibilità di frequentare i pre-corsi finalizzati all’iscrizione universitaria.

 

Borse di studio Masikilizano

Un'altra scuola che sosteniamo, a Butembo, è l'istituto Masikilizano, aperto pochi anni fa. L'istituto ospita per lo più bambine, le più esposte a perdere la possibilità di frequentare la scuola perché in genere le famiglie tendono a dare la priorità ai maschi.

Il nostro contributo per questa scuola si concretizza nel pagamento di borse di studio per un centinaio di bambine.

Progetto Thailandia

Si tratta di un progetto finalizzato al sostegno sanitario dei rifugiati di etnia Karen, fuggiti dalla Birmania a causa delle persecuzioni razziali.

Questo programma aiuta famiglie di karen e birmani che sono arrivati in Tailandia dalla vicina Birmania. Le famiglie assistite vivono in condizioni molto dure, la maggior parte senza documenti e perciò con grande difficoltà allo spostamento per trovare assistenza (visto i numerosi posti di blocco sempre presenti alle diverse entrate della città). Le famiglie aiutate sono circa trecento, ma i casi visti sono in percentuale molto più alti della popolazione di riferimento, poiché molte persone, parenti o conoscenti delle famiglie assistite, arrivano dalla Birmania per chiedere aiuto. Karen e birmani lavorano al nero nei campi di riso, mais, canna da zucchero, ortaggi, nei moltissimi cantieri edili e stradali e fabbriche (solitamente tessili). L’assistenza fornisce prevenzione delle malattie da carenze vitaminiche, cura delle principali malattie infettive, trattamento delle malattie croniche; si fanno medicazioni per ascessi, ferite, bruciature, si seguono le gravidanze, si controlla la crescita dei bambini. Si aiuta a fare diagnosi per persone venute dalla Birmania con patologie complicate e, a seconda della problematica, si cercano sponsors per il trattamento, ove possibile. Viene comprata terapia antiretrovirale per un gruppo di pazienti con AIDS; vengono seguiti bambini con talassemia (che richiedono regolari trasfusioni) e con epilessia. Ogni settimana si danno vitamine a circa duemila bambini in varie scuole. Si collabora con un centro per bambini con deficit motori. Si aiutano con sacchi di riso le famiglie che hanno più bisogno. Il programma non ha un ambulatorio, vista l’estrema difficoltà che le persone hanno di spostarsi, ma è “ambulante”: ci si muove in motorino e si portano in un sacco i medicinali necessari.
Il contributo di Sale della Terra è usato per aiutare a coprire le spese necessarie: costo dei medicinali, di esami di laboratorio, radiografie, eventuali ricoveri; stipendi degli assistenti, benzina e mantenimento delle moto, aiuti vari alle famiglie.Sale della Terra inoltre accetta donazioni per scuole elementari per bambini karen o birmani e per un collegio per bambini karen.

Il progetto viene portato avanti da una dottoressa fiorentina e da suo marito, anch'egli medico, e dai collaboratori locali da loro formati.

Progetto agricolo Muvinga Nzala

“Muvinga Nzala” in lingua Kinande significa letteralmente “combattere la fame”. Questa è la finalità essenziale del progetto: migliorare le condizioni nutrizionali delle famiglie di agricoltori del nord del Kivu (R.D.Congo) permettendo loro di autosostenersi.

L'Associazzione A.D.L. ‘Appui Au Développement Local’, grazie alle competenze specifiche acquisite in ambito agronomico, sperimenta sul campo tecniche agricole innovative allo scopo di migliorare qualità e quantità della produzione. Nel progetto sono coinvolti due gruppi di villaggi: un primo gruppo attorno alla città di Butembo, la cui vocazione agricola è orientata per lo più alla produzione di banani, ananas e manioca; e un secondo, nella zona di Beni, dove i terreni consentono la coltivazione di riso, legumi, arachidi, mais e ortaggi.

Dall’estate del 2010 il ‘Sale della Terra’ tiene monitorato il progetto sul posto valutando l’ottimo lavoro portato avanti dagli amici congolesi.

Al rientro dal viaggio, alcune piantine di banano, manioca e ananas, sono state portate al C.N.R. di Bologna per lo studio della loro riproduzione in vitro soprattutto per i banani dal momento che, nella zona di Butembo è necessario sostituire le piante: una malattia della pianta, infatti, impedisce al frutto di maturare.

Con il sostegno economico da parte del “Sale della Terra”, è stato finanziato l'acquisto di un camioncino con cassone ribaltabile, la realizzazione dei locali per la moltiplicazione in vitro e l’invio dell’attrezzatura necessaria in due container.

 

 

 

Progetto alimentare scuola di Decamerè

A partire dal 2011, l'attenzione dell’Associazione si rivolge anche ad un altro paese del corno d'Africa, scarsamente conosciuto presso l'opinione pubblica perché ormai dimenticato dai mass media: l'Eritrea.

La popolazione dei villaggi, vivendo quasi esclusivamente di agricoltura e di piccolo allevamento, versa in condizioni di denutrizione, se non di grave carestia. Gli uomini, che nella maggioranza vengono richiamati nell’esercito, lasciano alle sole donne la gestione della famiglia e il suo sostentamento. Tramite la preziosa testimonianza di amici che sono stati in missione in questi luoghi, è stato possibile conoscere quale sia l'urgenza e la necessità di contribuire il più possibile a sostenere le iniziative umanitarie stabilmente organizzate sul territorio.

In questa realtà così difficile, le scuole e gli orfanotrofi, sono spesso gli unici luoghi in cui neonati e bambini ricevono almeno un pasto giornaliero. Per questo il ‘Sale della Terra’ finanzia il progetto alimentare della scuola di Decamerè, una struttura gestita dalle Figlie della Carità di S.Vincenzo de'Paoli.

Progetto "radio moto"

L'informazione obiettiva, offerta al maggior numero di cittadini, è il primo passo verso la democrazia.

Sostenere le voci che favoriscono la pace, la giustizia e la solidarietà è uno degli obiettivi più importanti dell'associazione "Sale della Terra".

Ecco perchè il sostegno a "Radio Moto", che trasmette nella regione del Nord Kivu, è stato un impegno per informare in una regione tra le più dimenticate del Congo.

Radio Moto è una piccola radio che cerca di far conoscere tutte le notizie locali, in particolare in questi ultimi anni in cui vi sono state numerose violenze contro tante persone civili indifese e innocenti, atti ignorati dalle grandi reti di informazione internazionale.

"Essere voce di chi non ha voce" è il motto di Radio Moto, che nella lingua swahili significa:

Radio che porta calore, fuoco, gioia!

 

 

Campagna "Coltan"

Su invito di un nostro socio, Guido, l'associazione si sta impegnando nella campagna di sensibilizzazione sull'uso del coltan - minerale estratto prevalentemente in Congo e materia prima essenziale dei dispositivi high tech - promossa dai Comitati di solidarietà con l'Africa nera (http://www.umoya.org/).

Lo sfruttamento indiscriminato e le modalità di estrazione di questo minerale prezioso sono alla base tanto della produzione di tutti i più sofisticati dispositivi tecnologici che possediamo (telefonini, tablet, console ecc.) quanto della sfortuna e delle vessazioni del paese che ne è più ricco: la Repubblica Democratica del Congo.

Coltan

Scarica la presentazione qui.

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